4 settembre 2010
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Come da legge distingue i vari tipi di olio di oliva

L'olio di oliva non è tutto uguale e soprattutto non tutti possono fregiarsi dell'appellativo "Extra Vergine". Questo perchè varia la lavorazione e le qualità fisico-chimiche del prodotto. Conoscere in cosa differiscono può aiutarci a fare delle scelte oculate in vista di una sana alimentazione. La classificazione degli oli è unica nella Comunità Europea e suddivide le tipologie "vergini" cioè ottenute per la sola spremitura da quelle "non vergini" cioè rettificate con procedimento chimico.
Oli di oliva vergini: ottenuti dalla sola spremitura delle olive.

 


Cosa si cela dietro ai nomi che troviamo sulle etichette? Essere informati significa poter scegliere. Per la nostra salute dobbiamo esigere il meglio.


L'olio extra vergine di oliva può essere giovane, maturo, vecchio e come tutti i prodotti di qualità ha una durata ben definita.
La vita dell'olio è contraddistinta nel seguente modo:

 


Olio fresco dalla spremitura al quarto mese
Olio giovane dall'ottavo al dodicesimo mese
Olio di secondo anno fino a 24 mesi
Olio vecchio fino al terzo anno
Olio "decrepito" oltre il terzo anno

Il gusto dell'olio ad inizio stagione, appena spremuto, appare troppo forte in quanto si mantiene ancora il sapore e si avverte in gola una sensazione di asprezza, ma trascorsi alcuni mesi (dal terzo in poi), l'olio comincia ad esprimere il meglio della sua personalità e del suo bouquet: profumi ed aromi raggiungono l'optimum e l'olio scivola piacevolmente in bocca ed inebria con il suo gusto netto e maturo di frutto e con la sua fragranza tutte le papille gustative. Dopo questa fase che si protrae fino ai dodici mesi, l'olio inizia lentamente la sua parabola discendente; a differenza del vino che migliora invecchiando, l'olio è migliore quando è giovane; dopo l'anno infatti, comincia ad acquistare un sapore leggermente più dolce e questo è il primo segnale di incipiente processo di ossidazione, che ne andrà a modificare nel giro di alcuni mesi la sua struttura; permangono ancora ottime le qualità nutritive ma il gustoso profumo di fruttato va scemando lentamente.
Dopo i due anni l'olio extra vergine di oliva continua ad essere commestibile, ma ormai ha perso ogni aroma e colore; dal terzo anno in poi non è più consigliabile per il consumo alimentare.


L'olio è un prodotto alquanto delicato che teme in modo particolare la luce, il calore, gli odori che possono compromettere fortemente la qualità finale.
La luce rappresenta il primo nemico, in quanto accelera il processo di ossidazione, il calore pregiudica le caratteristiche organolettiche, gli odori in quanto l'olio assorbe tutti quelli con cui viene a contatto.

Pertanto, è necessario conservarlo in posti freschi ed asciutti, in ambienti ombrati ed arieggiati, tenuti ad una temperatura tra i 12 e i 15 gradi e con una umidità tra i 40 e i 70 gradi, onde evitare la formazione di muffe sui pavimenti e pareti, portatori di cattivi odori.
I recipienti migliori, in assoluto, per la conservazione sono i tini in ferro stagnato, i silos in acciaio inossidabile, le vasche sintetiche o in cemento impermeabilizzato; sono da escludere i vecchi orci in terracotta, in quanto è stato dimostrato che i materiali porosi assorbono le sostanze contenute.

La colorazione dell'olio va dal giallo al verde più intenso e comunque non rappresenta un fattore determinante ai fini di un giudizio qualitativo.


Produrre un olio extra vergine di oliva con standard qualitativi ottimali è possibile partendo dal rispetto di semplici regole:
Controllare la sanità del frutto ed effettuare i trattamenti solo quando è veramente necessario.
Raccogliere il frutto alla giusta maturazione.  
Preferire la raccolta manuale o la bacchiatura su reti, piuttosto che altri metodi.
Scartare le olive raccolte da terra e quelle colpite dalla grandine o bucate.  
Immagazzinarle in luogo fresco e ventilato, utilizzando se possibile delle cassette impilabili, utili anche per il trasporto al frantoio.  
Frangere il più presto possibile (la perdita di acqua non corrisponde ad un aumento di resa in olio).
Non tenere insaccate le olive se la gramolatura viene ritardata.  
Verificare la pulizia dei locali (frantoi) e delle attrezzature.
Conservare il prodotto in ambiente idoneo, lontano da odori permeanti.  
Mantenere il prodotto in luogo fresco ed al riparo della luce. Evitare il congelamento e provvedere ad allontanare gli inevitabili fondi che si formano per spoliazione del prodotto.


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